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Antropizzazione
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Lmwbq'mwbgantropizzazione (dal mwbwgreco: mwcaànthrōpos, uomo), in mwcqgeografia ed mwcgecologia, è l'insieme degli interventi di trasformazione dell'mwcwambiente naturale per azione mwdaumanacite-ref-sabat-1-0[1]. Poiché tali interventi sono attuati allo scopo di adattare l'ambiente alle esigenze e al miglioramento della mweqqualità della vita dell'essere umano, non è detto che abbiano un mwegimpatto positivo sull'ambiente; anzi, al contrario, spesso hanno conseguenze deleterie, danneggiando in maniera irreversibile il naturale equilibrio degli mwewecosistemicite-ref-sabat-1-1[1]cite-ref-2[2]cite-ref-3[3].
Contents
• Storia
• Note
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Storia
L'antropizzazione ha inizio con la comparsa degli umani sulla mwjaTerra e si è sviluppata per millenni fino ai giorni nostri. Presumibilmente gli mwjqaustralopitechi si cibavano di erbe, radici e resti di animali, ma con l'evoluzione, l'uomo iniziò a costruire utensili, a lavorare le pietre e a usare il fuoco, e nel mwjgPleistocene erano già ben sviluppate le pratiche della mwjwcaccia e della mwkapescacite-ref-4[4].
Benché al tempo queste attività svolgessero una pura funzione di mwlgsussistenza e avessero una portata irrisoria in termini di impatto ambientale, furono comunque il primo passo verso lo sfruttamento ambientale progressivamente sviluppatosi nei secoli con l'utilizzo di mwlwtecnologie via via più avanzate: ad esempio, l'utilizzo sconsiderato di impianti per la produzione di mwmaenergia o l'estrazione di materiali determina l'mwmqemissione in mwmgatmosfera, nel mwmwsuolo e negli oceani di mwnasostanze dannose per mwnqsalute dell'uomo e di altri mwngorganismi viventi, con un conseguente sconvolgimento dell'equilibrio degli ecosistemi, fino anche all'insorgere anche di mwnwcambiamenti climatici a livello locale e globale (tra cui l'aumento dell'mwoaeffetto serra)cite-ref-5[5].
Le grandi civiltà
L'introduzione dell'mwraagricoltura è uno dei grandi eventi che hanno modificato la storia umana. Al contrario di quanto avveniva con caccia e pesca, l'agricoltura determinò l'inizio delle modifiche all'ambiente da parte dell'uomo, ovvero dei primi processi di antropizzazione. Da cacciatore mwrqnomade, l'uomo si trasformò in mwrgagricoltore stanziale: così cominciò a costruire le prime mwrwcapanne, a dissodare il terreno, a seminare e a piantare alberi da frutto. Le prime grandi mwsaciviltà tuttavia, malgrado alcune opere imponenti, come le mwsqpiramidicite-ref-6[6] o il controllo del corso del mwtgNilo in mwtwEgitto, la capitale terrazzata con grandi mwuagiardini pensili a mwuqBabiloniacite-ref-7[7] e le mwvgcittà-stato in mwvwGrecia, non provocarono grandi mutamenti ambientali.
L'impero romano
Con lo sviluppo di mwyaRoma nacque per la prima volta in mwyqEuropa il fenomeno dell'mwygurbanesimo. La mwywcittà raggiunse, al tempo dell'impero, il milione di abitanti. I patrizi vivevano in ville a un piano solo che s'inserivano dolcemente nella natura, avevano ampi spazi aperti e numerose stanze. Per i plebei, invece, si edificavano costruzioni su diversi piani, che raggiungevano anche i 20 metri di altezza, suddivise in piccoli mwzaappartamenti: questi edifici, raggruppati in mwzqquartieri, erano paragonabili a veri e propri alveari con spazi minimi e pessime condizioni igieniche che favorirono il proliferare di infezioni e malattie. Il modello romano influenzò notevolmente l'ambiente attraverso l'intensificazione dell'mwzgagricoltura, la costruzione di mwzwstrade e mwaaponti per le comunicazioni e gli scambi commerciali, e l'erezione di mwaqacquedotti e infrastrutture, gettando le basi di quella che sarà la gestione e la modificazione dell'ambiente in senso moderno. Al contempo, i romani possedevano un culto per il valore della natura espresso attraverso le mwagville suburbane, sistemi abitativi complessi e inseriti in maniera funzionale nell'ambiente.
Il medioevo
Nel mwcwMedioevo lo spopolamento e la dispersione della mwdapopolazione sul mwdqterritorio ridusse il fenomeno dell'accentramento urbano, cosicché Roma e le altre città ridussero drasticamente il numero dei loro abitanti. Per via del mutato sistema politico in seguito al crollo dell'impero romano d'occidente, le comunità decentrate cercarono di sfruttare il mwdwterritorio soprattutto a scopo difensivo, portando alla nascita di nuovi modelli architettonici civili come il mweaBorgo e il mweqcastello, o religiosi come la mwegpieve e il mwewconventocite-ref-8[8]. Queste realtà abitative si basavano sulla netta divisione fra il dentro e il fuori, segnato da mura: dentro si accentravano tutte le attività intorno a un nucleo edilizio centrale, mentre fuori si distribuivano a raggiera gli spazi per l'agricoltura e il lavoro. Un esempio di questo mwgahabitat è tuttora visibile nelle vicinanze di mwgqSiena all'mwggAbbazia di San Galgano e al suo inalterato ambiente circostante.
L'umanesimo
L'mwhqUmanesimo portò un recupero dello stile di vita antico romano, che includeva lingua, filosofia, architettura e anche antropizzazione, con conseguente ripresa dello sviluppo urbano. Le varie "città ideali" immaginate o fisicamente realizzate in quel periodo si basavano principalmente sul concetto di mwhgarmonia sia interna sia esterna, in rapporto all'ambiente circostante. Nel territorio extraurbano si consolidò un'attività agricola tecnicamente avanzata che portò alla rinascita della mwhwvilla di campagna, che aveva il suo archetipo nella mwiavilla romana.
Rivoluzione industriale
La mwiwrivoluzione industriale, avvenuta tra la fine del mwjaXVIII e gli inizi del mwjqXIX secolo, ha portato al passaggio da un'economia agricolo-artigianale a un'economia industriale. Tale passaggio si affermò gradualmente in tempi successivi e con differenti modalità, anche nel continente europeo, avviando quella trasformazione dell'organizzazione sociale, dei sistemi politici, dei modelli culturali e degli stessi comportamenti individuali che caratterizza ancora oggi le aree sviluppate del mondo contemporaneo e che esercita un profondo condizionamento anche su quelle arretrate.
L'industrializzazione prese piede specialmente nell'Inghilterra. Il combustibile adoperato negli altiforni era costituito dal carbone di legna, una risorsa in via di esaurimento. I tentativi che erano stati compiuti di sostituire al carbone di legna coke prodotto dalla distillazione del carbone fossile, si erano scontrati con difficoltà legate alle qualità del minerale di carbone, caratterizzato da una mwjwcombustione lenta e incompleta. Non è difficile immaginare quanto gravi siano state le ripercussioni dell'industrializzazione sull'ambiente dei territori coinvolti.
Antropizzazione del suolo
Le attività di antropizzazione del suolo includono:
• attività agricole;
• costruzione di abitazioni, ospedali, e altre infrastrutture per fornire servizi di pubblica utilità;
• costruzione di reti di trasporti sul suolo, tra cui strade e ferrovie;
• costruzione di stabilimenti industriali per l'estrazione di minerali, la produzione di materiali e il trattamento di rifiuti;
• disboscamento e riduzione generale delle aree verdi.
Agricoltura
Gli effetti negativi dell'agricoltura includono:
• trasformazione delle foreste in campi coltivati (deforestazione);
• utilizzo delle acque sotterranee e superficiali;
• salinizzazione delle falde acquifere sotterranee;
• contaminazione del suolo e delle acque con prodotti chimici derivanti dai fertilizzanti e pesticidi.
L'ambiente costruito
Per "ambiente costruito" s'intende l'insieme delle realizzazioni umane che trasformano l'mwpqambiente naturale, rimodellandolo secondo le esigenze umane (mwpgantroposfera).
Tali trasformazioni comprendono non solo le vere e proprie costruzioni (mwrqarchitettura, mwrgambiente abitativo ecc.), ma anche le lavorazioni agricole, forestali ecc. Ambienti costruiti, sono gli agglomerati edilizi e di mwrwinfrastrutture, urbani e non, le aree rurali e anche le zone allo stato naturale attraversate da attrezzature di collegamento come mwsaautostrade o mwsqferrovie. L'ambiente costruito è quindi la fusione dell'elemento naturale con l'intervento umano. Il grado di integrazione dell'opera umana con l'ambiente naturale è oggetto di dibattito in varie sedi e l'mwsgurbanistica e la mwswpianificazione territoriale sono gli strumenti tecnici per realizzare gli interventi.
Le attività di costruzione sul suolo determinano molti effetti negativi sull'ambiente, tra cui:
• Alterazione e distruzione dellmwtw'mwuahabitat per lo mwuqsbancamento dei terreni.
• Deviazione dei corsi d'acqua sotterranei.
• Prosciugamento delle zone umide.
• Produzione di rifiuti.
L'analisi delle mwvgrisorse è un aspetto prioritario. Interessante, a tal proposito è la famosa mwvwcasa sulla cascata (mwwaFallingwater) di mwwqFrank Lloyd Wright, uno dei maestri del mwwgMovimento Moderno e ideatore del concetto di mwwwarchitettura organica. Nonostante la sua dirompenza, l'abitazione si integra "organicamente" con il suo intorno: il bosco e la cascata. È quel "nuovo sistema in armonia" che Wright riesce a costruire ed a cui ogni progettazione dell'ambiente costruito dovrebbe tendere. Una nuova sensibilità ambientale, unita alla necessità di salvaguardare l'ambiente naturale, ha portato al progetto mwxaCasaClima, entrato in vigore nel 2005 in mwxqprovincia di Bolzano.
Industria
Gli effetti negativi dell'attività industriale per l'ambiente includono:
• emissioni di gas e polveri nell'atmosfera;
• trattamento dei residui industriali;
• mwzainquinamento delle acque.
In particolare, nel caso delle industrie minerarie:
• deviazione dei corsi sotterranei dovuta alla costruzione dei pozzi;
• rimozione del suolo superficiale;
• depositi superficiali di scorie minerarie di estrazione;
• liberazione nell'atmosfera di polveri e fumi dai processi di raffinazione.
Trasporti
Le attività di antropizzazione legate ai trasporti portano i seguenti effetti negativi:
• deviazione dei corsi d'acqua superficiali per la costruzione di strade;
• inquinamento atmosferico dei veicoli;
• inquinamento acustico.
Antropizzazione delle acque
L'acqua può raggiungere il mare non solo attraverso i fiumi ma anche passando dal suolo, dopo essersi infiltrata e aver raggiunto una falda acquifera. Quindi, è facilmente intuibile che l'acqua si può inquinare non solo tramite i fiumi ma anche con i prodotti inquinanti del suolo. Un'importante causa dell'inquinamento delle acque e in particolare delle acque dolci sono gli scarichi di materiale organico. In ordine di priorità, le principali fonti sono:
• mw4qReflui fognari civili e domestici: sono rappresentati dai residui derivanti dalle attività domestiche di tutti i giorni: lavaggi, cucina, ecc. I corsi d'acqua spesso sono ridotti a fogne a cielo aperto, dato che in essi vengono riversati liquami e scarichi di ogni tipo.
• mw4wAllevamento: per gli allevamenti di animali il contributo inquinante è dato dai liquami delle loro deiezioni che contengono nitrati
• mw5qIndustria: l'industria impiega moltissima acqua per: produrre una merce, lavare i prodotti finiti e le attrezzature, raffreddare i macchinari; l'acqua poi viene rigettata molto spesso nelle acque superficiali senza un trattamento adeguato.
• mw5wAgricoltura: le moderne pratiche agricole che usano fitofarmaci e concimi chimici in dosi eccessive causano apporti eccessivi di agenti inquinanti, che con il dilavamento passano nelle falde acquifere e nei fiumi.
Autodepurazione
Nelle acque sono presenti dei microrganismi in grado di nutrirsi di composti organici, provenienti da organismi morti, liquami, e di trasformarli in minerali non inquinanti. Le sostanze che riescono a sottoporsi a questo processo vengono dette biodegradabili. Ma, al giorno d'oggi, l'aumento dell'inquinamento ha fatto sì che, le sostanze biologiche siano presenti in quantità molto maggiori rispetto alla naturale capacità di autodepurazione delle acque. Inoltre bisogna anche tener presente che vengono riversate anche sostanze non biodegradabili, sulle quali l'autodepurazione non ha alcun effetto, lasciando le acque dolci inquinate.
Eutrofizzazione
La presenza di fosfati nelle acque dei mari e dei laghi fa aumentare le alghe che, una volta morte, producono la morte per asfissia degli altri organismi, in quanto i batteri decompositori consumano tutto l'ossigeno presente nell'acqua. La tossicità intrinseca dei fitofarmaci può essere dannosa per gli acquiferi e la qualità dell'acqua potabile e del cibo stesso. Tale problema trova una soluzione mediante la coltivazione biologica che ha però la pecca di avere raccolti scarsi e prezzi elevati. Ultimamente la situazione sembra migliorata per la diffusione di impianti di depurazione nelle zone industriali, per l'uso di detersivi biodegradabili e per il controllo dei rifiuti agro-zootecnici.
Rifiuti tossici industriali
Il processo tecnologico delle industrie necessita inoltre di grandi quantità di acqua, che una volta usata viene incanalata verso i fiumi ed i mari, ma quest'acqua è così inquinata da minacciare gli organismi viventi che ne vengono a contatto. I principali mw7grifiuti tossici delle industrie chimiche possono essere:
• mw8qMetalli pesanti (mw8gmercurio, usato spesso come fungicida; mw8wpiombo, usato nelle batterie, nei proiettili, nelle vernici e nelle benzine; mw9acadmio, usato nei rivestimenti di metallo, a volte come colorante e in alcuni tipi di batterie);
• mw9gOssidi metallici e i sottoprodotti dell'industria farmaceutica;
• Idrocarburi tossici (usati per produrre insetticidi tipo il DDT o nelle lavorazioni di plastiche e vernici);
• mw-gCromo (usato per la "cromatura" dei metalli, nella lavorazione di pelli e nelle acque di raffreddamento delle industrie);
Tutte queste sostanze si accumulano via via nel ciclo dell'acqua con pericolose conseguenze. Basti pensare che in Giappone molte persone furono avvelenate dai pesci che erano il loro basilare nutrimento. I pesci erano stati avvelenati mediante le tonnellate di mercurio riversate nel mare. Conseguenza di ciò fu la nascita di bambini con gravi problemi al sistema nervoso centrale.
Inquinamento da petrolio
La maggior parte dei mari del mondo è inquinata da petrolio. Il mwaqiMediterraneo è il mare a più alto livello di inquinamento da petrolio perché, essendo un mare chiuso, le acque si rinnovano lentamente. Il petrolio può diventare un pericolo per l'ambiente durante le fasi del ciclo produttivo: estrazione, trasporto, lavorazione. Se da una parte la fuoriuscita di petrolio è un evento raro e l'episodio più grave risale al 1990, in Europa, quando alcuni pozzi del mare del Nord hanno versato petrolio in mare per ben due giorni, dall'altra il versamento in mare da parte delle navi+ petroliere è un evento più comune.
Attualmente alcune petroliere vengono lavate con l'acqua di mare, riversandone milioni di tonnellate di nafta. Ma altra causa di ciò è dovuto agli scarichi che troviamo nei porti, nei punti di carico e scarico e nei cantieri di demolizione navale. Molto spesso gli idrocarburi vengono versati in mare dalle raffinerie poste vicino alle coste, a causa di piccole ma incontenibili perdite che diventano ingenti se si protraggono nel tempo.
Non di rado, il petrolio fuoriesce dalle petroliere in seguito a incidenti. Quando questo avviene si provocano molti danni all'ambiente e alla fauna marina. Il petrolio che galleggia sull'acqua crea uno strato, detto "marea nera" che isola l'acqua dall'aria impedendo lo scambio di ossigeno e la penetrazione della luce solare. La carenza di ossigeno è la causa della morte di molti organismi marini. Nel tempo, le sostanze più leggere evaporano o vengono distrutte dai microrganismi o da reazioni chimiche, ma quelle più pesanti restano sotto forma di grumi che affondano e vengono attaccate da batteri o da reazioni chimiche. Prima di sparire distruggono gli organismi che vivono sui fondali.
Antropizzazione dell'atmosfera
L'mwaqwatmosfera rappresenta l'insieme dei gas che circonda la Terra. Escludendo il vapore acqueo, che è presente in un quantitativo assai variabile, la frazione rimanente dell'atmosfera al livello del suolo è composta da mwaq0azoto (Nmwaq42) 78,0%, mwaq8ossigeno (Omwara2) 20,9%, mwareargon (Ar) 0,9% e altri gas 0,1%. L'antropizzazione dell'atmosfera è dovuta a tutti i gas nocivi che vengono sprigionati in essa e che hanno portato a molti cambiamenti. Sostanze tossiche continuano a essere immesse nell'atmosfera dalle industrie di tutto il mondo. I processi di combustione, che avvengono nelle industrie, negli impianti di riscaldamento e nei trasporti, immettono ingenti quantità di anidride carbonica, di anidride solforosa e di biossido di azoto nell'atmosfera, modificandone sensibilmente la struttura chimico-fisica. Ne conseguono perciò tre processi di alterazione degli equilibri ambientali molto gravi:
Effetto serra
Il cosiddetto "mwarqeffetto serra" viene prodotto dall'azione di molti gas, immessi, in quantità crescente, nell'atmosfera: mwarumetano, mwaryossido d'azoto, mwarcanidride carbonica. Quest'ultima ha una funzione necessaria poiché permette alla Terra di conservare una parte del calore che le proviene dal Sole, ma negli ultimi tempi, la sua quantità nell'aria è sensibilmente aumentata a causa della progressiva mwargdeforestazione subita da alcune vaste aree del Pianeta e della combustione di mwarkcarbon fossile, mwaropetrolio, metano e altri gas generati dai sistemi di produzione agricoli e industriali. Secondo la teoria dell'effetto serra, infatti, come conseguenza della maggior presenza di alcuni gas in atmosfera, aumenterebbe la mwarsdesertificazione di vasti territori delle regioni equatoriali e tropicali, nonché, nel caso in cui il mwarwsurriscaldamento dovesse accentuarsi, vi sarebbe il rischio di un possibile futuro mwar0innalzamento del livello del mare, a causa dello scioglimento dei ghiacci polari, con effetti catastrofici.
Buco dell'ozono
Per mwasabuco dell'ozono si intende la riduzione della fascia dell'ozono situata nella mwasestratosfera (il livello più alto dell'atmosfera). L'mwasiozono è un gas di colore azzurro caratterizzato da un odore pungente. La sua molecola è formata da tre atomi di mwasmossigeno invece che da due (come nell'ossigeno dell'aria). Esso ha il compito di proteggere la terra dai mwasqraggi ultravioletti irradiati dal mwasusole, tremendamente nocivi sia alla salute dell'uomo sia all'equilibrio degli ecosistemi. Sarebbe quindi di primaria importanza mantenere intatto questo strato protettivo, senza consentire che si formino buchi o smagliature.
Piogge acide
Negli ultimi decenni si è potuto constatare che la terra, i fiumi e i laghi hanno avuto un aumento del grado di acidità, e tutto questo è dovuto tra l'altro alle industrie petrolchimiche le quali usano combustibili alquanto nocivi, i quali a contatto con il vapore acqueo dell'aria si trasformano in precipitazioni acide, ne consegue così che le condizioni di vita della fauna e della flora sia acquatica che terrestre peggiorino sempre di più. Ma queste mwasgpiogge acide non costituiscono un danno solo per la flora e la fauna ma addirittura anche per i preziosi monumenti e per le splendide opere d'arte le quali vengono corrose con conseguenti gravi danni. Quindi quando l'aria e le acque sono inquinate l'equilibrio ecologico risulta alterato profondamente in quanto la diminuzione dell'ossigeno e la presenza quindi di sostanze tossiche, non consentono il normale svolgimento delle funzioni vitali di tutti gli organismi, animali e vegetali, compromettendone spesso la vita stessa.
La modifica dell'ambiente e la sua salvaguardia
Modifiche ambientali come il mwas8diboscamento al fine di ottenere zone edificabili o coltivabili, l'mwataagricoltura stessa e lo sbancamento del terreno per la costruzione di strade e di ogni altro insediamento umano provocano danni sempre più evidenti e sempre meno accettabili. Tali modifiche portano con sé, spesso, conseguenze come inquinamento, degrado, depauperamento delle risorse e, per la popolazione, condizioni di vita critiche. Invertire la tendenza appare difficile, ma in tutti i paesi sviluppati l'opinione pubblica impone sempre più ai vari governi un'attenzione crescente al problema.
La difesa ambientale (o il suo recupero), quindi, è diventata una necessità diffusa. A tal proposito si sta cercando di modificare l'Articolo 9, della mwatiCostituzione italiana, allo scopo di rafforzarne l'efficacia, inserendo nel testo la parola mwatmambiente accanto a mwatqpaesaggio e patrimonio storico e artistico della Nazione. Il diritto costituzionale all'ambiente va inteso come diritto personale e collettivo alla conservazione, alla gestione responsabile e al miglioramento delle componenti e del complesso delle condizioni naturali: aria, acqua, suolo, territorio. La salvaguardia dell'ambiente è un valore fondamentale, nell'interesse delle generazioni future.
• Può essere considerato un esempio di antropizzazione anche un ambiente naturale ricostruito artificialmente dall'uomo a proprio piacimento, come l'mwatcacquario di casa o una riserva di mwatgcaccia o un mwatkparco pubblico.
Possibili soluzioni
Il mwauaripristino ecologico, o ripristino dell'ecosistema, è il processo di assistenza al recupero di un ecosistema che è stato degradato, danneggiato, distruttocite-ref-0-9-0[9] o trasformatocite-ref-10[10]. Si distingue dalla conservazione in quanto tenta di riparare retroattivamente gli ecosistemi già danneggiati piuttosto che adottare misure preventivecite-ref-0-9-1[9]cite-ref-11[11]. Il ripristino ecologico può aiutare a invertire la perdita di biodiversità, combattere il cambiamento climatico, supportare la fornitura di servizi ecosistemici e sostenere le economie localicite-ref-12[12]. Le mwavuNazioni Unite hanno nominato il 2021-2030 il Decennio sul ripristino degli ecosistemicite-ref-13[13].
Il mwavsrewilding è una forma di ripristino ecologico volta ad aumentare la biodiversità e a ripristinare i processi naturali. Si differenzia da altre forme di ripristino ecologico in quanto aspira a ridurre l'influenza umana sugli ecosistemicite-ref-14[14] e in quanto, mentre pone l'accento sul recupero di insiemi geograficamente specifici di interazioni e funzioni ecologiche che avrebbero mantenuto gli ecosistemi prima dell'influenza umana. Il rewilding è aperto a ecosistemi nuovi o emergenti che comprendono nuove specie e nuove interazionicite-ref-15[15]cite-ref-cell-com-16-0[16].
Una caratteristica fondamentale del rewilding è la sua attenzione alla sostituzione degli interventi umani con processi naturali. Il rewilding consente il ritorno di gruppi intatti di grandi mammiferi, per promuovere il ripristino delle reti trofichecite-ref-1-17-0[17]. Questo meccanismo di rewilding è un processo di ripristino dei processi naturali mediante l'introduzione o la mwaw0reintroduzione di grandi mammiferi per promuovere ecosistemi resilienti, autoregolanti e autosufficienticite-ref-1-17-1[17]cite-ref-18[18]. I grandi mammiferi possono influenzare gli ecosistemi alterando i percorsi mwaxybiogeochimici poiché contribuiscono a ruoli ecologici unici, sono mwaxcingegneri ecosistemici che aiutano a modellare la struttura e la composizione degli habitat naturalicite-ref-19[19]cite-ref-20[20]. I progetti di rewilding fanno spesso parte di programmi per il ripristino dell'habitat e la mwayabiologia della conservazione e dovrebbero basarsi su solide teorie e prove socio-ecologichecite-ref-cell-com-16-1[16].
Sebbene le iniziative di rewilding possano essere controverse, le Nazioni Unite hanno elencato il rewilding come uno dei diversi metodi necessari per raggiungere un ripristino su larga scala degli ecosistemi naturali, che secondo loro deve essere realizzato entro il 2030cite-ref-21[21] come parte della campagna mwayo30x30cite-ref-22[22].
Note
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Bibliografia
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itantropizzazióne, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.